I vescovi contro la Barbie nei panni della Madonna

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Ai vescovi la Madonna in versione Barbie proprio non è piaciuta. I due artisti argentini, Pool Paolini e Marianela Perelli, devono aver preso alla lettera il titolo dell’esposizione “Barbie, The Plastic Religion”.

Nell’esposizione Paolni e Perelli hanno voluto lanciare la loro provocazione: una versione della famosa bambola amata dalle bambine di tutto il mondo come una Madonna, con tanto di aureola e mantello color azzurro cielo.

Così il Sir, l’agenzia stampa promossa dall’episcopato italiano, ha bocciato la trovata catalogata come mera provocazione. “Qualcuno potrebbe pensare che l’ufficio marketing del Vaticano sia impazzito e abbia avviato un restyling un po’ audace della produzione figurativa cultuale, ma la verità è che la versione religiosa dei due manichini mignon è ufficialmente la provocazione di due artisti argentini”.

“I 33 esemplari prodotti – continua l’editoriale del Sir – faranno parte dell’esposizione ‘Barbie, The Plastic Religion’ nella quale Barbie e Ken rappresentano figure della religione cattolica, buddhista e di altri personaggi legati al sacro”.

Non è la prima volta che la religione cristiana finisce nel mirino della satira o dell’arte che vuole scandalizzare. Eppure le istituzioni e i fedeli della Chiesa di Roma hanno sempre accettato, “porgendo l’altra guancia”. Questa volta, invece, i vescovi fanno notare come ci sia una disparità di trattamento da parte degli artisti-provocatori dal momento che non è stato esposto un Ken in versione Maometto. Per questo il Sir domanda provocatoriamente agli artisti: “Chi ha diritto e chi no a vendere immagini legate ai culti religiosi? In base a quale discrezione e attenzione la Madonna sì e Maometto no? Che differenza c’è tra provocazione e cattivo gusto? La religione è davvero così di plastica che si può ridurre la devozione a oggettistica?”.

Il momento storico, poi, è davvero molto particolare. Proprio i fedeli di Cristo, a causa del loro culto, in varie zone del Medioriente stanno subendo gravi persecuzioni da parte di milizie estremiste e di fondamentalisti religiosi.

Eppure, sembra che i due “artisti” non ne siano al corrente.

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