Pierluigi Colantoni, la fulminea carriera del genio della lampada

Pierluigi Colantoni

L’espressione intelligente ce l’ha, quindi di sicuro è uno capace. Altrimenti non si spiega come in poco tempo abbia fatto una carriera coi fiocchi all’interno degli uffici di viale Mazzini. Pierluigi Colantoni è, infatti, il nuovo vicedirettore Promozione e Immagine della Rai (strategicamente sotto Costanza “mille-borse-firmate” Esclapon).

La nomina risale all’8 gennaio ma per creare suspense (o magari solo per decenza) è stata ufficializzata solo tre mesi dopo. Sponsorizzato dal settimo piano, Colantoni ha un curriculum di tutto rispetto.

Lui è quello che ha completamente “cannato” la campagna abbonamenti nel 2014 (che ha fatto registrare un buco di 25 milioni di euro) con uno spot autoprodotto in cui ha inesorabilmente fissato nella mente degli italiani l’errata convinzione che il pagamento del tanto vituperato canone televisivo sia finalizzato al solo finanziamento della Rai. Erano in quattro a non pensarla così. Ma lui li ha convinti con questo memorabile spot (e ha fatto cambiare idea a oltre 200mila italiani):


Sua è la mente sopraffina che sempre nel 2014 ha ideato quel formidabile spot per annunciare i mondiali di calcio in Brasile con tanto di Cristo Redentore con la maglia della nazionale azzurra. Uno spot talmente creativo ed estroso che ancora non ci capacitiamo del fatto che quei bigotti e oscurantisti dell’arcidiocesi di Rio de Janeiro abbiano chiesto 7 milioni di euro di risarcimento danni perché considerato blasfemo.

Colantoni è incompreso. Ma non da tutti. Evidentemente al settimo piano di viale Mazzini, c’è qualcuno che crede in lui. Così tanto da averlo preso sotto la propria ala protettrice. E là sotto ci deve stare davvero comodo: l’ambiente ideale per partorire un’altra “genialata” delle sue.

E, infatti, (puntuale come un condono a ogni cambio di legislatura) è arrivata ieri sera: durante la prima puntata di “Una grande famiglia”  (fortunata fiction di Rai1) è passata la pubblicità delle “grandi serie tv” di Sky, tra cui “1992“. Peccato però che quest’ultima vada in onda proprio di martedì, esattamente in concomitanza con le prossime puntate della fiction di Rai1.

Va bene che pecunia non olet, ma era davvero il caso di vendere a Sky degli spazi pubblicitari usati per promuovere programmi che inesorabilmente porteranno via degli spettatori?

Quale futuristica strategia di marketing muove le iniziative di questo estroso creativo  che dopo aver scoraggiato gli italiani dal pagare il canone adesso li tenta con la concorrenza? Lui ovviamente negherà ogni addebito, scaricando tutta la colpa sull’altro geniale “compagno di lampada” Fabrizio Piscopo di Rai Pubblicità.

Ad ogni modo, in tutta questa storia, c’è solo una certezza: Colantoni è uno bravo. Bisogna capire a fare cosa.

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6 Commenti

  1. Pingback: Rai: lo Squadrone di CdO all'attacco di Piscopo ed Esclapon

    • Giusi BregaGiusi Brega said:

      Probabilmente si tratta di un refuso. Bruno Vespa ha un ufficio privato in viale Mazzini 114 (e non 14, come indicato sul sito e corrispondente a quello della Rai). O almeno questa è la nostra supposizione.

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