Saltamartini e saltaBianchi, specialiste di giravolte politiche

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“Che le idee danzino è bene” l’endorsement di Matteo Salvini è arrivato addirittura da Jovanotti. A danzare, però, oltre alle idee sono anche i politici che le portano avanti è il caso delle due parlamentari Barbara Saltamartini e Dorina Bianchi.

Dall’Ncd alla Lega con triplo salto carpiato: proprio ieri la deputata B. Saltamartini ha annunciato il suo ingresso nel gruppo della Lega. Una delle paladine della ridicola battaglia sulle quote rosa di destra (qualsiasi donna sa benissimo farsi valere senza dover ricorrere alla propria sessualità, agitando la propria femminilità come un handicap) è passata nella Lega. “Salvini unico leader a destra” giura oggi quella che fino a qualche mese fa era la portavoce nazionale del Nuovo Centrodestra.

La rottura con il partito di Angelino Alfano si era avviata durante le votazioni per l’attuale Presidente della Repubblica: la Saltamartini non avrebbe gradito la scelta di Mattarella a Capo dello Stato imposta dall’Ncd. Per qualcuno, però, quella dell’elezione della più alta carica della Repubblica sarebbe stata solo una scusa per nascondere la voglia di abbandonare, e pure in fretta, la barca che stava per affondare del partito di Alfano. Passare con il Partito Democratico per chi è cresciuta nella destra del Movimento Sociale Italiano e poi in Alleanza Nazionale, facendo militanza anche in strada tra il Portuense e Monte Verde a Roma, sarebbe stato troppo. E così, meglio abbracciare il nuovo “unico leader a destra”.

Peccato, che neanche qualche mese fa, Salvini e la Lega Nord venissero descritti con ben altre parole dalla stessa Saltamartini: “La Lega di oggi è su posizioni antieuropeiste e lucra sugli immigrati per qualche voto in più: il futuro del centrodestra, invece, va costruito sulla responsabilità”. Era il luglio scorso e l’allora portavoce nazionale di Ncd invitava il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, a scegliere tra l’alleanza col partito di Alfano e quella con la Lega.

“A sinistra molte donne stanno chiedendo un ministero delle Pari Opportunità, noi non lo vogliamo” ha affermato nella conferenza di presentazione ieri la Saltamartini. Qualcuno ha polemicamente ricordato le sue lacrime quando chiese a gran voce un ministero nell’ultimo governo Berlusconi, gridando “Cos’ha la Meloni più di me?” prendendosela con l’assegnazione del ministero della Gioventù all’attuale leader di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale.

Proprio sul rimpasto dei ministeri si gioca una delle partite del governo Renzi: agli Affari regionali, con la delega ai fondi strutturali Ue, dovrebbe andare Dorina Bianchi, una che di idee danzanti – per dirla alla Jovanotti – se ne intende. Quarantotto anni, medico, nata a Pisa ma eletta in Calabria – racconta la Stampa – Dorina Bianchi nella sua carriera politica ha militato in quasi tutte le formazioni centriste, passando dal Ccd all’Udc, per proseguire verso La Margherita, e poi il Pd; un ritorno di fiamma pro-Udc, un passaggio nel Pdl e adesso Ncd, di cui è vicecapogruppo alla Camera.

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