[Foto] The Trip: viaggi fotografici nella Storia

Uno scenario suggestivo ed imponente quello delle Terme di Diocleziano. Costantemente in competizione con le opere esposte. Lo sguardo si alza, si abbassa, poi torna normale. È questo il percorso visivo creato dalla curatrice Arianna Rinaldo per la mostra “T.R.I.P. – Travel Routes In Photography” (fino al 18 dicembre). Un luogo antico, maestoso, che riesce a fondersi perfettamente con l’evanescenza dell’arte fotografica. La leggerezza degli scatti di tre importanti artisti riempiono e si “accomodano” in uno spazio così “pesante”. Ed è il viaggio il filo conduttore di tutta l’esposizione. Un viaggio riconoscibile nelle fotografie appese al soffitto, messe a terra e lasciate sole su una parete bianca; ma anche un viaggio culturale che parte dalla potenza della costruzione del più grandioso impianto termale mai costruito a Roma ed arriva all’arte effimera e sfuggente dell’attimo. La Storia che si incontra con la storia, quella di tutti i giorni, quella che è possibile catturare in un scatto. Fatta di volti per Pieter Hugo, di corpi che si muovono sott’acqua per Narelle Autio e di scorci di una città poetica e romantica per Alessandro Rizzi.

Tre fotografi, tre diverse visioni del viaggio. Come dimensione interiore ed esteriore.

L’investigazione e l’arte fotografica diventa così un mezzo di definizione e di studio di una cultura, di un paese, rivelandone stereotipi, contraddizioni, segreti, senza la pretesa della documentazione fotogiornalistica, ma attraverso la decodificazione emotiva e intima di un sistema di valori e stili di vita.

I tre autori “viaggiano” con il loro obiettivo in luoghi familiari e non: Pieter Hugo nel suo Sudafrica in bianco e nero che lascia spazio all’“imperfezione”, Narelle Autio nella sua Australia blu, nell’immersione totale delle origini e dei ricordi e Alessandro Rizzi lontano da casa, in Giappone, alla continua ricerca del fascino unico di un gesto, di una sensazione, di un’emozione.

Ciascuno con un’intenzione e uno stile differente, scoprono e svelano qualcosa di sé nella scoperta dell’Altro.

 

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